i viaggi di mamma e papà

Giappone – 1° tappa: Tokyo!

20 giorni in giro per il Giappone alla scoperta di un mondo quanto mai affascinante.

Dal caos elettrizzante di Tokyo, alla magia e alla fatica condivisa del Monte Fuji, dai mille pesci nei fondali di Zamami alla antica tradizione di Kyoto, dalla storia di Nara e Hiroshima fino ai paesaggi di un tempo nelle Alpi giapponesi (TakayamaShirakawa-goKanazawa) per concludere con la bellezza della natura a Senmaida, nella prefettura di Ishikawa…un altro mondo, civilissimo, ordinato, super organizzato, accogliente, disponibile, gentile, curioso. Il Giappone è stato un viaggio molto interessante.

Prima di iniziare il racconto, qualche info pratica (dati riferiti al 2016, pertanto, verificate eventuali aggiornamenti):

  • per quanto riguarda i soldi, noi abbiamo cambiato un po’ di euro direttamente da Roma. Non sempre le nostre carte sono state accettate, spesso e volentieri abbiamo avuto problemi. Accettano molto il cash piuttosto che il pagamento con carta, soprattutto nei negozietti e nei ristorantini. Per prelevare noi abbiamo usato spesso i 7eleven;
  • Japan rail pass fatto da Roma per 14 gg. Avendo deciso di partire proprio a ridosso della vacanza lo abbiamo comprato direttamente in un’agenzia di viaggi che ce lo ha dato subito. E’ comodo e si risparmia se prevedete di spostarvi molto. Nella zona di Kyoto e Kanazawa, però, si usano molto i bus e  i pullman che non rientrano nel Japan rail pass;
  • circa i costi, il paese non è eccessivamente caro come si dice. Per mangiare si può spendere davvero poco e avere comunque cibo di ottima qualità. Noi abbiamo speso un po’ perchè abbiamo fatto tanti spostamenti, oltre a quelli inclusi nel japan rail pass. Gli alberghi costano per lo più come in Italia (i business hotel sono un ottimo compromesso qualità-prezzo e sono molto diffusi). Qualche volta abbiamo usato anche airbnb e ci siamo trovati molto bene;
  • se volete andare sul Monte Fuji prenotate per tempo i rifugi. Sono un po’ cari, ma ne vale la pena;
  • anche i traghetti per Zamami island, con partenza dal porto di Naha ad Okinawa, cercate di prenotarli perchè sono sempre molto pieni;
  • gli spostamenti (metro, treni, bus) sono facilissimi da usare ed è fantastico come siano estremamente puntuali;
  • il cibo è buonissimo e vario. Il sushi è davvero una minima parte e non si mangia così spesso (per maggiori info sul cibo giapponese, cliccate).

Ok, ora possiamo iniziare a raccontarvi il nostro viaggio. Per comodità, lo faremo in più post, per avere modo di approfondire ogni singola tappa.

Partenza da Roma con volo China Eastern Airlines con scalo a Shanghai.

1° tappa: Tokyo

Qui abbiamo passato tre notti all’inizio (airbnb – zona Shinjuku) e altre due alla fine del viaggio.

Caotica ma al tempo stesso ordinata e funzionale, luminosa, eccentrica, esagerata, viva, TOKYO ci ha accolto affascinandoci con ogni suo angolo…e ci è piaciuta tantissimo.

La cosa migliore da fare è camminare e guardarsi intorno, lasciandosi solo stupire.

La prima giornata inizia a Harajuku, a sud di Shinjuku. E’ domenica e dovrebbero essere in giro i famosi cosplayer che, però, non abbiamo trovato, forse causa pioggia  Per chi non lo sapesse, il Cosplay è l’immedesimazione nel proprio personaggio preferito, che sia un manga o il protagonista di un cartone animato o dei fumetti, etc.. Si tratta, però, non solo di un travestimento, ma di una vera e propria “trasposizione” nel personaggio. I cosplayer, infatti, spesso, ne imitano anche i gesti ed i comportamenti.

Una volta lì, ci immettiamo nella caotica Takeshita Dori, piena di ogni genere di negozi, soprattutto per teenager che affollano la via. Dietro, nei vicoli, il panorama cambia, con piccole casette basse e negozi più ricercati e alla moda.

Nei dintorni, e più esattamente dopo il ponte all’uscita della metro, si trova il Meiji-jingu uno splendido parco, un’oasi nascosta dietro al caos della metropoli, sede del più antico santuario shintoista della città, eretto in memoria dell’imperatore e di sua moglie.

Oltre al santuario, visitate anche il giardino interno, quello degli iris.

Da lì, continuiamo a piedi, nonostante il caldo torrido, e raggiungiamo la zona di AoyamaOmotesando, un insieme di vicoli molto carini pieni di negozietti.

Ripresa la metro, arriviamo diretti a Shibuya, nota, soprattutto, per il famoso incrocio attraversato da tantissime persone.

L’intera zona è un delirio di luci, insegne, negozi, sale giochi, ristoranti…un quartiere che non dorme mai.

La sera ceniamo a Shinjuku, in un ristorantino molto carino e poco turistico.

Da li, siamo andati poi a bere una cosa al Golden Gai, a Kabuki-cho, una zona nei pressi di Shinjuku, caratterizzata da piccolissimi localetti con un massimo di circa 8 posti al bancone. L’atmosfera è stupenda, amicale…si respira l’essenza  della vita giapponese.

Secondo giorno a Tokyo: decidiamo di fare un salto al mercato del pesce, il Tsukiji Market, escludendo fin da subito l’ipotesi di assistere all’asta del tonno (ormai, vista la marea di turisti che intendono parteciparvi sono state poste una serie di restrizioni come ad esempio il numero chiuso, che rendono più impegnativa la cosa). A noi comunque interessava la vita quotidiana del mercato, nulla di più. Vi consigliamo di andarci presto, perchè già verso le 11 iniziano a chiudere i banchi.

Una volta lì, approfittate e pranzate in un dei tanti piccoli ristorantini limitrofi: lì il sushi è davvero squisito, super fresco e super economico.

Il pomeriggio andiamo a Ginza, il quartiere più chic e alla moda di Tokyo, quello dove troverete eleganza e boutique di altissimo livello. Tra le cose che possono essere di interesse, oltre ad una semplice passeggiata, c’è il Tokyo International Forum (soprattutto per chi è appassionato di architettura).

Passando da un estremo all’altro, lasciamo Ginza e ci tuffiamo nel delirio di Akihabara dove manga ed elettronica la fanno da padroni! Tutto sembra surreale!

La sera ceniamo a Roppongi, in un ristorante specializzato in yakitori (spiedini di carne, pesce, verdure), molto molto buono: il locale si chiama Jaomom.

Con l’occasione, ne approfittiamo per fare un giro fino alle Roppongi Hills.

Tornati a Tokyo per trascorrere gli ultimi due giorni di questo meraviglio viaggio, decidiamo di visitare le zone della città che ancora non avevamo visto.

Iniziamo subito da Ueno, un enorme parco dove rilassarsi e dove trovare notevoli punti di interesse. Vista la pioggia, abbiamo approfittato per una visita al Museo Nazionale di Tokyo.

Prima, però, non potevamo non assaggiare una delle specialità giapponesi: il Tonkatsu (una sorta di cotoletta fritta, accompagnata da miso, riso e vetagetali sott’aceto), una vera delizia. Ueno pare essere la zona più famosa per assaggiare queste cotolette. Se decidete di provarle, andate da Musashino, con 1000 yen vi sazierete alla grande; il ristorante, poi, è molto caratteristico.

Terminata la nostra visita nella zona di Ueno, ci spostiamo ad Asakusa, il quartiere più antico della città, ricco di templi e di tanti negozietti tipici.

Lì sorge il tempio Senso-Ji.

Costruito più di 1000 anni fa, è il simbolo di Asakusa ed uno dei templi più antichi di tutto il Giappone.

La sua storia risale al 628, quando, nel villaggio di Asakusa, due fratelli trovarono una statua della divinità Kannon, mentre pescavano nel fiume Sumida. Per volere del capo villaggio, venne eretto il tempio Senso-ji, per proteggere e venerare la divinità. Ben presto la notizia si diffuse ed il tempio divenne metà di pellegrinaggi.

Siamo entrati dalla “porta del tuono” / Kaminari-mon , superata la quale, ci siamo trovati davanti Nakamise Dori,  una via piena di negozietti di souvenir che vi porterà direttamente al tempio.

La porta, simbolo del tempio, è composta dalle statue di due divinità: il dio del vento e il dio del tuono e dei fulmini. Al centro, compare una gigantesca lanterna, la più grande del Giappone.

Al termine di Nakamise-dori, vi troverete davanti una seconda porta, la Hozomon (porta della sala dei tesori) che vi farà accedere al tempio.

Una volta lì, noterete un grosso incensiere, il cui fumo, definito il “respiro degli dei” viene inalato dai fedeli per le sue presunte proprietà curative.

La Sala del Tesoro, dov’è custodita la statua della divinità, non è visitabile.

Il tempio Senso-Ji è inoltre celebre anche per la sua pagoda a cinque piani, la seconda più alta del Giappone dopo quella del tempio di Toji, a sud di Kyoto.

L’ultimo giorno lo dedichiamo al Palazzo Imperiale, anticamente denominato Castello di Edo, e d il vicino Giardino Orientale – Higashi Gyoen. Il caldo è davvero esagerato, ma il panorama ci ripaga della fatica.

Il viaggio continua….

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