i viaggi di mamma e papà

Ercolano e la bellezza di un passato sommerso

Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio: erano essi simili a folgori, ma ancora più estesi… ” (Plinio il giovane)

L’eruzione del Vesuvio del 79 seppellì Ercolano sotto una coltre di ceneri, lapilli e fango.

Nel 1738 iniziarono gli scavi, con la tecnica dei cunicoli sotterranei e dei pozzi di discesa e di areazione. Nel 1828 vennero autorizzati gli scavi a cielo aperto.

Il ritrovamento della città avvenne casualmente qualche anno prima, nel 1709, in concomitanza con la realizzazione di un pozzo.

Dopo una lunga sosta, gli scavi vennero ripresi nel 1927 e negli anni successivi continuarono ulteriori lavori.

A differenza di Pompei, anch’essa vittima dell’eruzione (che vi avevamo raccontato sull’altro blog https://viaggiandovaldi.wordpress.com/2013/11/03/pompei-79-2013/ ), Ercolano fu sommersa ad un’altezza di 16 metri che ne ha permesso una conservazione assolutamente eccezionale.

Facile da visitare, anche in mezza giornata, va sicuramente vista. Oggi della sua superficie sono visibili solo 4.5 ettari sui circa 20 ipotizzati dagli studiosi. In passato, infatti, racchiusa tra le mura, raccoglieva una popolazione di circa 4000 abitanti.

Noi ci siamo andati da Sorrento, con la circumvesuviana.

Di seguito, il nostro racconto fotografico.

Ercolano e la bellezza di un passato sommerso
Ercolano e la bellezza di un passato sommerso
Ercolano e la bellezza di un passato sommerso
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Ercolano e la bellezza di un passato sommerso
Ercolano e la bellezza di un passato sommerso

Bye!!

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