i viaggi di mamma e papà

Camargue

Tutto è iniziato guardando un documentario in TV in cui si raccontavano i paesaggi meravigliosi di questa affascinate riserva naturale.

Inutile dirlo, è stato subito amore. In quattro e quattr’otto abbiamo comprato un volo e iniziato a preparare il nostro itinerario.

Da Roma, abbiamo volato su Montpellier (1h 10) che , tra l’altro è anche molto carina e merita una visita. Una volta in Francia, abbiamo noleggiato un’auto e siamo partiti alla scoperta di quello che è il più grande delta fluviale dell’Europa occidentale: la Camargue.

Se volete capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco la sintesi di quello che per noi è stata la Camargue: paesaggi incontaminati, lagune, saline, fenicotteri rosa, cavalli, tori, mare….il tutto accompagnato da buon vino, formaggi e dalla cordialità della gente del posto.

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La sua superficie si estende su un’area di circa 930 km² ed il suo territorio è un mix di sabbia, laguna, mare, e distese enormi di campi.

I suoi confini si dividono in  Petite Camargue (a ovest del Petit-Rhône), Grande Camargue (tra le due braccia del Rhône) ed il Plan du Bourg (a est del Grand-Rhône), continuamente ridefiniti dalla foce del Rodano.

Una bellezza selvaggia che ha ispirato moltissimi artisti come Van Gogh e Gauguin.

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Prima tappa: Saline de Giraud

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All’estremo sud della Camargue questo piccolo paesino è meta di visite da parte dei turisti per via delle sue saline che, con una superficie di  140 kmq, sono le più grandi d’Europa.

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Lungo la strada che vi porterà fino al mare, alla Plage de Piémançon o Plage d’Arles, troverete diversi punti panoramici da cui ammirarle; inutile dire che il tramonto e l’alba sono i momenti migliori per godere appieno della loro bellezza.

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Tra il mare e la laguna limitrofa, se guardate con attenzione, sarà facile scorgere anche qualche fenicottero rosa.

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Seconda tappa:  Arles (80 km circa da Montpellier).

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« La natura di questo paesaggio meridionale non può essere resa con precisione con la tavolozza di un Mauve, per esempio, che appartiene al Nord e che è un maestro e rimane un maestro del grigio. La tavolozza di oggi è assolutamente colorata: celeste, arancione rosa, vermiglio, giallo vivissimo, verde chiaro, il rosso trasparente del vino, violetto. Ma, pur giocando con tutti questi colori, si finisce con il creare la calma, l’armonia ».Vincent Van Gogh

Van Gogh soggiornò ad Arles ben 15 mesi , affascinato dalla bellezza della cittadina, dai suoi colori e dai suoi scorci che divennero fonti di ispirazione di alcune delle sue opere più celebri.

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Principale centro della Provenza e capitale della Camargue, Arles vanta una storia antichissima.

Pensate che nel I millennio a.C. vi si stanziarono i liguri, instaurando relazioni di carattere commerciale con i fenici e con i celtici. Nel 102 a.C.,  passò in mano ai romani, divenendone nel 46 a.C. loro colonia. Successivamente, divenne prefettura del pretorio delle Gallie  e residenza tanto amata da Costantino.

Tra il 934 ed il 1032 fu capitale del regno di Arles  e godette di un periodo di splendore.

E’ Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per i suoi resti romani e romanici, per essere uno dei quattro cammini che attraverso la Francia conducono a Santiago  e per far parte del territorio della Camargue.

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Les Arènes,  l’anfiteatro romano, perfettamente conservato e con una capienza di 12.000 spettatori, è uno degli esempi di resti romani più eclatanti.

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Non perdetevi, poi, il Teatro romano, le Terme di Costantino, gli Alyscamps

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Visitate anche la chiesa di St Trophime, in Place de la Republique, in stile classico romanico, con il suo portale finemente scolpito e raffigurante alcune scene bibliche.

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A rendere tutto più affascinate e folkloristico è stato assistere alla festa dei gardians, una delle manifestazioni più tradizionali che si svolge ad Arles ogni 1 maggio.

I guardian, figure tipiche della Camargue, sfilano a cavallo, indossando i vestiti tipici di un tempo.  Dopo la parata iniziale fino alla chiesa della Major, sede della loro Confraternita, si svolge una messa, per nominare il nuovo capitano. Il tutto si conclude con un grande spettacolo nell’arena, animato dai tipici giochi dei guardians.

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Dove dormire:

  • Hotel Belvedere, in Place Voltaire 5 – Arles.

Dove mangiare:

  • Ristorante l’Ecrin ( 77 Rue Augustin Tardieu – Arles)

Terza tappa: Saintes Marie de la Mer

Cuore della Camargue, è una piccola località balneare che sorge “là dove il Rodano abbraccia il Mediterraneo”.

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Una curiosità sul nome della cittadina che si dice sia nato nel 1838 in collegamento alla storia delle Marie del Mare. Secondo quanto narra la leggenda, pare che queste siano arrivate in Francia, con una barca senza timone, accompagnate dalla loro serva Sara, in quanto cristiane e perseguitate in Palestina.

Sara, o “vierge noire”, è diventata la patrona dei gitani. Ogni anno, infatti, il 24 maggio, tantissimi gitani si ritrovano in pellegrinaggio a Saintes Marie del la Mer, per rendere omaggio alla Santa, protettrice dei viaggiatori e degli zingari.

Visitate la chiesa fortificata,  costruita tra il XI ed il XII secolo, che ospita al suo interno le statue delle due Marie e quella di Sara nella cripta.

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In posizione dominante sulla cittadina, la chiesa ha svolto in passato funzioni strategiche e difensive. Il tetto è circondato da un camminamento di ronda, con feritoie e piombatoi e servì da torre di avvistamento, essendo quel periodo ricordato per le costanti invasione da parte dei Saraceni.

Inoltre, al suo interno, è conservato un pozzo di acqua dolce, costruito in passato, quando la chiesa fungeva da rifugio per la popolazione.

E’ possibile salire sul tetto e godere della vista dall’alto del mare e di tutta l’area circostante.

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Dove dormire:

  • Hotel Fangassier, semplice, senza troppe pretese, a pochi passi dal centro e dal mare.

Saintes Marie de la Mer si offre come base eccellente per una piacevole escursione al Parc  Ornithologique (www.parcornitologique.com).

Consigliatissimo!

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Quarta ed ultima tappa: Aigues Mortes

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Da qui, nel 1248, partirono le flotte francesi per la Settima Crociata in Terra Santa.

Interamente circondata dalle mura, perfettamente conservate ed tutte percorribili, Aigues Mortes si sviluppa in piano, circondato da saline, paludi e zone verdeggianti.

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La cinta di mura medievali va assolutamente percorsa a piedi. Si tratta di circa 1 km e mezzo, più che fattibile in circa mezz’ora.

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Prima di iniziare, fermatevi a visitare  la Tour de Constance, completata nel 1248 e sormontata da una torretta alta 11 metri.  Nel XVII secolo fu adibita a prigione per  gli ugonotti.

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Una volta ritornati a terra, visitate la chiesa di Notre Dame des Sablons, (Nostra Signora delle Sabbie), in stile gotico.

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Dove mangiare:

  • Ristorante Sarl Coco (19, Rue Jean-Jaures-B – Aigues Mortes)

A pancia piena e soddisfatti di questa breve ma bellissima vacanza, torniamo a Montpellier e prendiamo l’aereo per Roma.

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