i viaggi di mamma e papà

Birmania 1°parte – Yangon, Golden Rock, Bago, Monte Popa, Bagan

Partenza da Roma, a fine luglio,  direzione Bangkok. Da lì, con un secondo aereo arriviamo a Yangon.

Iniziamo subito con il dire che l’estate (la nostra) non è la  stagione più consigliata per visitare il Paese, essendo periodo di piogge. In ogni caso, salvo alcuni episodi, a noi è andata benissimo!

Come sempre, il viaggio è stato organizzato interamente da noi. Consigliamo, però, ad ogni buon fine, di rivolgersi a TEO se si vuole avere ogni tipo di consiglio per una vacanza perfetta. Teo è una guida locale, (http://www.guidabirmania.it/teo.html), alla quale abbiamo chiesto qualche dritta sui trasporti locali. Non avendo a disposizione tantissimi giorni, abbiamo scelto di muoverci con gli aerei e con la macchina, evitando i bus pubblici. Teo è stato eccezionale, consigliandoci compagnie low cost locali difficili da trovare sul web e prenotandoci i voli interni.

Prima di iniziare a raccontarvi il nostro viaggio, qualche informazione pratica (i dati sotto indicati si riferiscono al 2014, pertanto potrebbero non essere più validi):

  • i cellulari italiani non funzionano non essendo ancora attivo il roaming. Tuttavia, spesso si trova il wi-fi che vi permetterà di comunicare ugualmente;
  • portatevi i dollari (quelli emessi dopo il 2006 ed in buone condizioni). Una volta sul posto, cambierete la somma desiderata in kyat, la moneta locale;
  • per entrare vi servirà il visto. Potete chiederlo qualche giorno prima all’Ambasciata della Birmania in Via di Villa Grazioli 29, Roma. Per noi hanno impiegato una settimana.

Ora possiamo iniziare.

1° tappa: YANGON

Arriviamo a Yangon nella tarda mattinata, dove soggiorniamo al Panda Hotel (80$ a notte con colazione).

Yangon, o Rangoon come la ribattezzarono gli inglesi, è la città più grande della Birmania di cui, fino al 2005, ne è stata la capitale del Paese. Dal  2006, Naypyidaw, il cui nome significa “Dimora dei Re”, è la nuova capitale.

Sotto il dominio britannico, Yangon divenne un importante centro politico e commerciale. La sua struttura venne abbellita con laghi e nuovi edifici, tanto da essere chiamata la “città-giardino dell’oriente”.

Rangoon divenne la capitale della Birmania il 4 gennaio 1948, quando il paese ottenne l’indipendenza dai britannici, tornando al suo nome originario, Yangon.

Oggi la città si presenta in via di evoluzione. Ovunque noterete cantieri ed edifici in costruzione. E’ abbastanza grande, girare a piedi non è semplicissimo. La popolazione è di circa 4 mln di abitanti.

La nostra prima tappa è stata, ovviamente, la ShwedagonPaya (ingresso 8 $), simbolo della città.

Si tratta di uno stupa dorato alto 98 metri che, posto ad ovest del lago reale, domina l’intera città. La parte superiore è tempestata di 4531 diamanti.

Essa rappresenta la pagoda più sacra per tutti i birmani e costituisce il fulcro della vita  religiosa e delle attività della comunità.

La leggenda afferma che la pagoda abbia all’incirca 2500 anni, anche se gli archeologi la datano ad un periodo più recente. In ogni caso, come previsto, sono tutt’ora esistenti controversie sulla data di origine.

La sua storia si dice che ebbe inizio quando due fratelli mercanti incontrarono Gautama Buddha il quale consegnò loro otto dei suoi cappelli da custodire in Birmania. I due si recarono sulla collina di Singuattara, dove erano conservate le altre reliquie del Buddha. Purtroppo, dopo poco, lo stupa cadde in rovina. Esso fu poi ricostruito, danneggiato da terremoti e ancora ricostruito.

L’area intorno è molto ampia, la pagoda è circondata da altri stupa minori. Ci sono diversi ingressi, l’atmosfera che si respira è piacevole.

Suonare la campana per tre volte dopo le preghiere è un gesto di condivisione dello stato di grazia con gli altri fedeli
dintorni della ShwedagonPaya 
dintorni della ShwedagonPaya 
dintorni della ShwedagonPaya 

Da non perdere, durante la permanenza a Yangon, sono anche la Nga Htat Gyi Paya  e la Chaukhtatgyi Paya. Entrambe custodiscono due statue giganti di Buddha: il primo è un buddha seduto, rivestito d’oro con intarsi in legno, il secondo disteso, lungo 72 metri, una delle più grandi statue della Birmania.

Nga Htat Gyi Pay
Chaukhtatgyi Paya

In centro, si trova, inoltre, la  Sule Pagoda. Anch’essa, dorata, di differenzia dalle altre per la sua forma ottagonale.

Se avete tempo, vi consigliamo di fare un salto al Bogyoke Aung San Market (Bogyoke Aung San Road)  che, inaugurato nel 1926, è il più famoso mercato di Yangon. E’ molto grande, all’interno ci sono circa 1.641 shops nei quali potrete trovare di tutto, dai souvenirs all’artigianato locale. Fate attenzione all’edificio, in stile coloniale.  ….vale la pena farci un salto…è molto caratteristico.

Alle spalle del market, una ferrovia molto suggestiva.

Usciti dal market, proviamo a passare davanti alla casa di San Su Kyi. Missione fallita. Impossibile entrare, tutta la casa è recintata, non si riesce neanche ad intravedere.

Dove mangiare:

  • Danu Phyu Daw Saw, uno dei tanti frequentati dai locali: mangiamo benissimo! (8$ in due).
  • Aung Thukka (7800 K in due), anch’esso frequentato principalmente dai locali.

Il cibo birmano non è particolarmente vario, a differenza ad esempio, di quello thailandese. Tuttavia, a modo suo, sa essere ugualmente gustoso!

2° tappa: KYAIKTIYO  – GOLDEN ROCK

Arriviamo in macchina a Kinpun (4 ore da Yangon) . Da lì, l’unico modo per salire in cima (ingresso Gloden Rock 6$ a persona). è prendere uno dei camion locali (2500 K a persona per i posti fuori – 3000K per quelli dentro, accanto all’autista). Preparatevi a stringervi e …tenetevi forte…corrono come matti lungo la strada, con noi neanche la pioggia li ha fermati 

Considerate che gli orari di partenza variano a seconda di quanto velocemente si riempie il camion. E’ capitato che qualcuno aspettasse anche 3 ore!

Il tempo in questa occasione possiamo dire che non ci ha proprio assistito. Siamo arrivati in cima sotto il diluvio…non si vedeva nulla…era tutto quasi spettrale! Lo spettacolo è stato bello lo stesso. C’era un non so che di fascinoso!

Situato nello Stato Mon, questo piccolo stupa rappresenta il terzo luogo sacro di pellegrinaggio della Birmania. La particolarità è che, ricoperto interamente di foglie d’oro, si trova in equilibrio perfetto sopra una roccia.

La leggenda narra che questo equilibrio è garantito da una ciocca di capelli di Buddha, sottostanti.

Finita la visita, abbiamo passato la notte a Kinpun, presso il Golden Sunrise Hotel (55$ a notte con colazione). Un posto bellissimo, in mezzo alla natura.

3° tappa: BAGO

 Bago si raggiunge in macchina da Kinpun, in 2 ore.

Si trova a circa 80 km da Yangon, ed è  una delle maggiori città della Birmania. Fu la capitale del regno Mon e nel 1500 un importante porto per il commercio di rubini.

Prima di arrivare, ci siamo fermati in un mercato locale.

Cosa vedere a Bago?

  • la Pagoda Shwemawdaw
  • il Khakhat Wain Kyang Monastery
  • il famoso “Shwethalyaung“, un’ immensa statua di Buddha sdraiato, lunga 55 ed alta 16.

Non tralasciate la curiosa Kyaik Pun Pagoda raffigurante 4 statue giganti di Buddha, alte 34 metri, posizionate in corrispondenza dei punti cardinali, schiena contro schiena.

Per visitare tutto ciò, abbiamo fatto una tessera comprensiva dei vari siti (10.000K a testa). In alcuni posti, tuttavia, vi chiederanno 300 k per la macchina fotografica.

3° tappa: BAGAN

Sveglia alle ore 4.00: volo per Bagan, da Yangon.

Arrivati a destinazione, prima di raggiungere i meravigliosi stupa di Bagan, facciamo un rapida deviazione verso il Monte Popa (50 km da Bagan). Prima ancora, lungo la strada, ci fermiamo per vedere come funzione la lavorazione della palma.

Vulcano ormai estinto, il Monte Popa è famoso soprattutto da un punto di vista mistico e religioso, i birmani lo considerano la montagna sacra. Si narra, infatti, che essa sia la dimora del “Nats” (gli spiriti degli antenati antichi). Oggi è uno dei siti di pellegrinaggio più popolari del Paese.

In cima si trova un monastero con le effigi del 37 Nats. Quando salite, sarete circondati da scimmiette.

Finalmente Bagan!

Qui ci fermiamo, 2 notti, presso  il Thiripyisaya Sanctuary Resort  (130$ per due notti, inclusa colazione).

Vi conviene da subito compare un ticket per l’ingresso in tutti i siti archeologici (15$ a persona). Inoltre, vi consigliamo di noleggiare le bici, elettriche o normali, per girare liberamente e godervi la visita nel modo che più vi piace. Noi le abbiamo prese direttamente in hotel (5$ per 4 ore – 10$ tutta la giornata).

Bagan si trova nella parte centrale del Paese, decisamente più secca di quella di Yangon. Il clima è afoso e fa molto caldo. Noi, solitamente, uscivamo la mattina e il pomeriggio dopo le 5, anche perché con la luce del tramonto è tutta un’altra cosa.

Capitale del primo impero del Myammar, Bagan è uno dei siti archeologici più ricchi del Sud-Est dell’Asia e una delle principali mete turistiche del Paese.

La sua superficie è molto vasta, ed è piena di pagode risalenti al XIII e X sec. Ad oggi, se ne conservano  circa  2500. Tra le  più famose ci sono senza dubbio: la Shwezigon Pagoda, AnandaHtinlominloWetkyi – In- Gubyiaukkyi ThatbyinnyiuMingalazedi.

L’Ananda Patho è il tempio più grande del sito.

Ananda Temple

Il tramonto lo abbiamo visto in cima alla Swesandaw Paya. Arrivate per tempo, per trovare un bel  posto da cui ammirare l’intera valle. Noi siamo arrivati lì alle 6 ed era già pieno di gente. Il tramonto c’è stato intorno alle 6:30. Meraviglioso!

Swesandaw Paya

Dedicate un’intera giornata  alla visita di Old Bagan.

Htilominlo Patho e dintorni. Pedalate e godetevi lo spettacolo!

Htilominlo Patho

Il tramonto questa volta lo ammiriamo dalla Pyathada Paya.

to be continued….

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